La tavola come momento educativo

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I momenti del pranzo e della cena possono essere considerati dei buoni momenti educativi?
Come faccio a renderli tali?

In questa puntata cerchiamo di trovare qualche trucchetto per rendere i pranzi e le cene momenti di crescita per tutti!

Se hai voglia di dirmi cosa ne pensi delle mie puntate o vuoi suggerirmi un argomento che ti interessa, o farmi una domanda, puoi trovare tutti i modi per contattarmi qui: https://pedgabriele.zanoni.website/contatti/

Per le musiche si ringraziano AUDIOSPHERE e DHDMusic su https://www.jamendo.com/

Se hai TEMPO e preferisci LEGGERE invece che ASCOLTARE, questo è per TE:

La tavola come momento educativo

Genitori perfetti o quasi” è il primo podcast di educazione dedicato ai genitori per crescere al meglio i propri figli. Attraverso idee, riflessioni e strategie, cercheremo di rispondere alle cruciali domande di mamme e papà, io sono Gabriele Zanoni e ricordati: buoni genitori non si nasce, buoni genitori si diventa!

Ciao a tutte le mamme e a tutti i papà di genitori perfetti o quasi, da Gabriele Zanoni per una nuova puntata.

L’argomento di oggi è: pranzi e cene come momenti educativi.

Prima di andare nello specifico e affrontare l’argomento di oggi vorrei ringraziare Monica Diclemente, per avermi suggerito e incentivato a fare questa puntata! Vi ricordo che potete contattarmi tramite messenger o direttamente dal sito, troverete i link in descrizione.

Noi italiani siamo particolarmente legati ai momenti di convivialità, lasciate solo che vi ricordi il pranzo di natale, il pranzo di pasqua, la cena di natale, la cena di pasqua o ancora quella di capodanno,… in qualsiasi momento si possa mangiare e condividere qualcosa, noi italiani tendenzialmente lo facciamo. Personalmente trovo che i nostri momenti di convivialità siano i migliori , in Europa siamo forse gli unici che fanno qualcosa di questo tipo.

Perché sono importanti a livello educativo? Perché si è tutti insieme: dal più piccolo, il bambino, al più anziano, alla stessa tavola possiamo trovare età diverse: bambini piccoli, adolescenti, giovani adulti, adulti e anziani, tutti insieme con esperienze differenti. Una ricchezza unica, data dalla diversità e dalla varietà delle tematiche che si possono affrontare: argomenti più semplici o giochi per i bambini, come la descrizione di ciò che si farà nel pomeriggio e discussioni più pesanti come quelle di etica, di politica o di storia per i più grandi. Questo dinamismo nella conversazione è estremamente educativo perché aiuta gli interlocutori a capire chi gli sta davanti: i bambini capiscono meglio i meccanismi di pensiero degli adulti e degli anziani e gli adulti e gli anziani comprendono meglio i meccanismi di pensiero dei bambini.

La tavola è anche il momento delle domande e delle spiegazioni, a tavola si possono fare tantissime domande, “perché?”, “come mai?”, “cosa pensi?”, e da lì possono nascere spiegazioni, anche di fatti quotidiani come la sgridata di qualche ora prima e non necessariamente di grandi argomenti.

Durante il pranzo e la cenaci si può confrontare e chiedere scusa per gli errori commessi nel corso della giornata.

In sostanza, il momento di convivialità, è importante perché è un momento di condivisione puro, si

è tutti insieme e si può condividere non solo ciò che si mangia ma anche ciò che si pensa.

Ci sono però alcune accortezze che bisogna avere perché questa cosa funzioni, vada bene e ci siano tutti gli elementi per un buon confronto, quindi, come fare perché il momento della tavola sia un momento educativo?

Prima cosa in assoluto: eliminare ogni tipo di supporto tecnologico, via dal tavolo i telefoni e se te lo stessi chiedendo, mio caro genitore, la regola vale anche per te, non si risponde né a chiamate né a messaggi per quella mezz’oretta che richiede il pranzo, lasciatelo proprio lontano. Spegnete la TV,anche se è l’unico momento in cui sentite il telegiornale…pazienza! Se avete una famiglia il telegiornale può attendere, ormai con tutti i supporti tecnologici potete vederlo quando volete e sentirlo quando vi pare.

Una seconda accortezza è quella di aspettare di aver iniziato a mangiare prima di iniziare una qualsiasi conversazione. La fame è una brutta bestia, sappiamo tutti che la prima cosa che vogliamo fare quando andiamo a tavola è mangiare, quindi aspettate pure che il cibo inizi il suo corso verso lo stomaco, in modo che non abbiate più tutta quella fame che avevate prima.

Fatto questo, iniziate a fare domande generiche, su com’è andata la giornata, se è successo qualcosa di interessante da raccontare. Se queste domande attecchiscono e c’è qualcuno che risponde allora non c’è problema perché la condivisione parte quasi spontaneamente, in caso contrario invece è il genitore che deve fare un po’ più di sforzo e introdurre un argomento, ad esempio: “sapete ho letto sul giornale…”, “ho visto che facevi quella cosa, mi spieghi…?”, “ho visto che stavi leggendo quel libro, cosa ne pensi?”. Esistono mille modi per iniziare la condivisione, parlare di argomenti che possano interessare tutti, l’ideale è variare in modo da poter andare dal più piccolo al più grande. Un consiglio che vi do è di interpellare la persona con cui volete iniziare la conversazione, in particolare se avete un figlio adolescente, fate prima una domanda generica, poi chiamatelo proprio per nome: “Luca, cosa pensi sia giusto o sbagliato fare in questo caso?”.

Mi raccomando però, non obbligatelo a rispondere, se il ragazzo o la ragazza che avete interpellato non vi risponde lasciate stare, spostate la domanda su qualcun altro che magari vorrebbe parlare, ad esempio, se avete più figli e quello maggiore non vi risponde, spostate l’attenzione sul minore il quale darà ovviamente una risposta differente dal fratello più grande che diventa comunque un elemento di condivisione, anche interessante per capire cosa pensa o cosa impara.Al contrario potete fare una domanda al più piccolo aspettandovi poi che il più grande intervenga.

Un’ultima importante accortezza è quella di ringraziare sempre. Se avete avuto un bel momento di condivisione, alla fine del pasto, ringraziate per la bella chiacchierata. È una gratifica sia che si sia affrontata una conversazione pacifica sia che ci sia stato un confronto acceso, più di pancia che razionale, perché equivale a dire che anche se si è discusso animatamente, la chiacchierata, il confronto, la condivisione è stato un bel momento. Ringraziate sempre, dopo una grossa discussione o dopo un breve scambio di opinioni, in ogni caso quello passato è sempre un ottimo momento.

In sintesi:

1. Noi italiani siamo legati ai momenti di convivialità, perché si è tutti insieme, è un momento trasversale con persone di tutte le età;

2. la bellezza sta nella varietà degli argomenti, per coinvolgere bambini e anziani;

3. è il momento della domanda e della risposta, un momento di condivisione;

Come fare dunque perché la tavola risulti un buon momento di condivisione?

1. Eliminare ogni supporto tecnologico;

2. attendere di aver iniziato, la fame è una brutta bestia;

3. iniziare con domande generiche, in caso non ci fosse una risposta il genitore introduce l’argomento di discussione;

4. interpellate direttamente le persone con cui volete iniziare la conversazione ma non costringetele a rispondere;

5. alla fine del pasto ringraziate per la bella chiacchierata.

Spero che la puntata di oggi vi sia piaciuta, abbiamo trattato l’educazione quotidiana, qualcosa che si può fare tutti i giorni.

Mi fa molto piacere ricevere le vostre critiche e i vostri commenti, in caso la puntata fosse stata interessante e conoscete qualcuno che approfitta del momento del pranzo e delle cene per creare momenti di condivisone passategli pure questo podcast, grazie a tutti e ricordate: buoni genitori non si nasce, buoni genitori si diventa!

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