Come creare una migliore relazione con i propri figli attraverso il contatto fisico?

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Baci, carezze e coccole sono uno dei migliori modi per creare una forte relazione tra i genitori e i propri figli.
In questa puntata Elisa Soleri ci aiuterà a comprendere i perchè e a trovare le strategie giuste per farlo nel migliore dei modi!

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Se hai voglia di dirmi cosa ne pensi delle puntate, vuoi suggerirmi un argomento che ti interessa, o farmi una domanda, puoi trovare tutti i modi per contattarmi qui: https://pedgabriele.zanoni.website/contatti

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Se hai TEMPO e preferisci LEGGERE invece che ASCOLTARE, questo è per TE:

Genitori perfetti o quasi” è il primo podcast di educazione dedicato ai genitori per crescere al meglio i propri figli. Attraverso idee, riflessioni e strategie, cercheremo di rispondere alle cruciali domande di mamme e papà, io sono Gabriele Zanoni e ricordati: buoni genitori non si nasce, buoni genitori si diventa!

Ciao a tutti e benvenuti da Gabriele Zanoni per una nuova puntata di “Genitori perfetti o quasi”.

Ho qua, di fianco a me, Elisa Soleri: pedagogista e educatrice di asilo nido (quindi un’esperta dell’infanzia), nonché mia moglie.

Elisa – Ciao a tutti!

Gabriele – Sarà una co-conduttrice, oggi, qui con noi.

Prima di addentrarci nell’argomento di oggi, che è “l’importanza del contatto”, sopratutto nel primo periodo, dai 0 a 3 anni, volevo ringraziare Francesco Richicchi e Alberta Albertini per i loro feedback e i loro suggerimenti per le prossime puntate.

Vi ricordo che potete contattarci al sito che troverete in descrizione.

Allora, cominciamo: perché è importante il contatto?

Elisa – Il contatto, e il tatto soprattutto, sono molto importanti perché aiutano a migliorare e a sviluppare la relazione tra la mamma o il papà e il proprio bambino.

Gabriele – Molto bene… ci sono anche degli aspetti medici di questa cosa oppure è solo una questione di relazione, per creare una miglior relazione?

Elisa – Secondo diversi studi, è stato notato che ci sono dei benefici anche a livello medico della salute… per esempio c’è una riduzione dello stress sia da parte del bambino che da parte della mamma, soprattutto dopo il parto., In particolare attraverso il massaggio infantile, ci sono anche molti benefici a livello della dentizione o delle articolazioni, dello sviluppo della tonicità dei muscoli e persino per le così dette coliche di cui soffrono i bambini piccoli, ci sono diverse sequenze che possono aiutare ad alleviare questi fastidi.

Gabriele – Molto bene, ma quando e quanto tempo devo entrare in contatto con il bambino? Cioè, ci sono dei momenti precisi durante la giornata per un tot. di tempo, 5 minuti, 10 minuti, un’ora al giorno, oppure c’è qualche altro consiglio che puoi darci?

Elisa – Coccolare il proprio bambino non ha un tempo o delle limitazioni… il proprio bambino si può coccolare, abbracciare e baciare quando si vuole.

Beh, oddio, quando si vuole… ovviamente sempre tenendo conto anche dei tempi del proprio bambino. Finché sono tanto piccoli nei primi mesi hanno ovviamente bisogno di contatto, di abbracci e di coccole, ma quando cominciano ad essere un po’ più grandini, soprattutto verso l’anno, quando iniziano a scoprire il mondo, a camminare e sono dunque un po’ più autonomi hanno anche loro dei tempi in cui preferiscono avere le coccole e altri momenti in cui magari non le gradiscono. Un po’ come noi adulti: anche noi, a volte, non abbiamo voglia di essere toccati o accarezzati, e quindi bisogna avere rispetto anche dei tempi del bambino.

Gabriele – Okay, quindi non possiamo accarezzare il nostro figlio adolescente di 17 anni un po’ come vorremmo abbracciare, coccolare il nostro figlio di 2… va bene, grazie!

E attraverso quali modi possiamo creare questo contatto, cioè quali sono le metodologie migliori per creare contatto?

Elisa – Io più che di metodologie parlerei di istinto, nel senso che quando hai un bambino piccolo viene quasi naturale, tenerlo in braccio, coccolarlo, abbracciarlo, accarezzarlo, anche baciarlo… se possibile io non bacerei sulla bocca i bambini piccoli.

Gabriele – Perché?

Elisa – Diciamo che il bacio in bocca ha più una valenza erotica, sessuale… quindi meglio dare baci sulle guance o sul naso, sulla fronte, sui piedini o sulle mani, insomma.

Gabriele – okay, questo mi sembra un tipo di contatto poco strutturato. Invece, dicevi prima, c’è il massaggio infantile che mi sembra essere molto strutturato, c’è qualcos’altro oltre al massaggio infantile che può aiutare il genitore ad aumentare questo tempo di contatto con i propri figli?

Elisa – Beh, sicuramente il portare con la fascia o con il marsupio, insomma con diversi supporti.

Gabriele – Cos’è la fascia, scusa?

Elisa – Io non sono un’esperta, però la fascia di solito consiste in pezzi di stoffa legati in vari modi, bisognerebbe sentire un esperta di baby wearing. Il bambino appunto viene portato in fasce, quindi a contatto con il corpo della mamma o del papà, perché anche l’uomo può portare in fasce il proprio bambino. E’ un metodo sicuramente molto più comodo del passeggino o delle culle.

Gabriele – okay, adesso, non fa venire mal di schiena una cosa del genere?

Elisa – no, se appunto si seguono le istruzioni o il metodo giusto attraverso delle consulenze di baby wearing. Ci sono dei modi proprio fisiologici, per portare il bambino, quindi no, non viene il mal di schiena se portato bene.

Gabriele – Diamo qualche consiglio pratico, come facciamo a essere tranquilli che il contatto che creiamo è un buon contatto?

Elisa – Sicuramente non bisogna avere paura di viziare il proprio bambino coccolandolo.

Gabriele – quindi non dobbiamo dare retta alle nonne che dicono: “noo, lascialo lì, lascialo, non toccarlo…”

Elisa – “… lascialo piangere così si fa i polmoni”, no, no, no. Proprio no. Questo assolutamente no. Perché amare il proprio bambino non è viziarlo,quindi assolutamente no.

Gabriele – Okay.

Elisa – Come dicevo prima, bisogna comunque farlo in base ai suoi tempi, quindi rispetto all’età del proprio bambino e chiedere, diciamo, il permesso soprattutto quando il bambino è già un po’ più grandino.

Gabriele – Cosa intendi per chiedere il permesso? Aiutaci un attimo.

Elisa – Per esempio, è una pratica del massaggio infantile, prima di iniziare il massaggio, di chiedere il permesso al bambino di poterlo iniziare, perché comunque, come dicevo prima, anche a noi può non far piacere essere toccati in certi momenti o in certi punti della giornata, e così il nostro bambino, anche lui ha i suoi tempi, i suoi bisogni, i suoi ritmi. Quindi chiedere prima il permesso.

In sintesi:

1. Perché è importante il contatto? Perché migliora e sviluppa la relazione con i propri figli.

2. Quando e quanto bisogna essere in contatto con i propri figli? In qualsiasi momento e per tutto il tempo necessario.

3. Come creare questo contatto? Attraverso baci, abbracci e coccole, ma anche attraverso qualcosa di più strutturato come il massaggio infantile e portare il bambino attraverso la fascia.

4. Come fare per essere sicuri che il proprio contatto sia a favore di un miglioramento della relazione? Non aver paura di viziarlo, farlo in base ai tempi dei nostri figli, chiedere il permesso e soprattutto fidatevi del vostro istinto.

Spero che questa puntata vi sia piaciuta, speriamo che Elisa venga qui altre volte per aiutarci a comprendere meglio il mondo dell’infanzia.

Vi ricordo che per aiutarci potete condividere questa puntata con tutte le persone che pensiate possano essere interessate e ricordate: buoni genitori non si nasce, buoni genitori si diventa!

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